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Old 02-04-2005, 10:08 AM   #1 (permalink)
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Default Correction d'un texte en italien

Bonjour à tous,
Je parle bien l'italien malheureusement, l'écrit laisse à désirer...
Donc, j'ai décider d'écrire sur le forum afin d'être corriger.
Si une bonne âme peut m'aider, je lui en serait reconnaissant
Vous trouverez dessous, le texte à corriger.

Merci d'avance !

Ciao a tutti,
Parlo bene l'italiano, pur troppo, il scritto non è ottimo ...
Quindi, ho deciso di scrivere sul forum per essere corretto.
Se una anima brava può aiutarmi, la saro riconoscente.
Troverete giù il testo a corregere.

Grazie mille !

Henri Duva si reggeva in fronte alla finestra. La stanza era scura, solo due candelle portavano un pò di bagliore. Era alto, musculato, indossava un montgommery grigio-nero e aveva rialzato la cappellina sulla testa. Aspetava su questo posto dalla fine del pomerigio. Era adesso quasi le due della matina quando sentissi un aria fresca accarezzare il suo viso.

La sua moglie, Elena, entrava con discrezione. Metta la chiave nella serratura, giri la manciata il più piano che possibile e spinga con cautela la porta d’ingresso. Non faccia rumore nel ingrezzo. Tolga con delicatessa il suo soprabito che ponga sul attacapanni, metta l’umbrello nel angolo della stanza, tolga le sue scarpe con tacchi. Stando nudi piedi, il viso ancora un pò umido, i sui capelli lunghi, biondi e sottili, bagnati per la piogia, le dava un aspetto di un adolescenta malgrado il suo età di trenta anni.

Dopo un’ esitazione di quelche secondo, si decidi infine da aprire la porta del salotto. Tutto era spento e solo il fifletto delle luce de veglia del televisore e del lettore DVD la permetti di si dirigere nella stanza.

Camminando pian piano, sulla punta dei piedi, attraversi il salotto con la moquette, poi attraversi il corridoio con il pavimento. Guardi un attimo verso la porta della camera di letto che era socchiusa prima di andare nel bagno. Tolga il truco, i vestiti e metta una veste da notte, arrivando fino agli ginocchi e lasciando vedere leggeramente le sue forme. Era una donna carinna.

Si trovi, infine, davanti la porta della camera di letto, ritenendo il suo fiato per qualche secondo, e si decidi a entrare.

A seguire....
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Old 02-05-2005, 01:33 PM   #2 (permalink)
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Henri Duva si reggeva di fronte alla finestra. La stanza era scura, solo due candele portavano un pò di bagliore. Era alto, muscoloso, indossava un montgommery grigio-nero e aveva rialzato il cappuccio sulla testa. Aspettava in questo posto dalla fine del pomeriggio. Erano adesso quasi le due della mattina quando sentì un aria fresca accarezzare il suo viso.

Sua moglie, Elena, entrava con discrezione. Mise la chiave nella serratura, girò la maniglia più piano possibile e spinse con cautela la porta d’ingresso. Non fece rumore nell'ingresso. Tolse con delicatezza il suo soprabito che pose sull'attacapanni, mise l’ombrello nell'angolo della stanza, tolse le sue scarpe coi tacchi. Stando a piedi nudi, il viso ancora un pò umido, i suoi capelli lunghi, biondi e sottili, bagnati per la pioggia, le davano un aspetto di un'adolescente malgrado la sua età di trenta anni.

Dopo un’esitazione di quelche secondo, si decise infine da aprire la porta del salotto. Tutto era spento e solo il filo delle luci di veglia del televisore e del lettore DVD le permise di spostarsi nella stanza. (dirigersi verso)

Camminando pian piano, in punta di piedi, attraversò il salotto con la moquette, poi attraversò il corridoio con il pavimento. Guardò un attimo verso la porta della camera da letto che era socchiusa prima di andare nel bagno. Tolse il trucco, i vestiti e mise una camicia da notte, che arrivava fino alle ginocchia e lasciando intravvedere leggeramente le sue forme. Era una donna carina.

Si trovò, infine, davanti alla porta della camera da letto, trattenendo il fiato per qualche secondo, e si decise ad entrare.

Continua....
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Old 02-05-2005, 04:48 PM   #3 (permalink)
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Super !!!!

Grazie.
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Old 02-07-2005, 01:59 PM   #4 (permalink)
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Ciao,

Ho visto le mie errori principali. Sbaglio nel tempo dovevo usare il passato remoto .

Invece, non ho capito l'errore su : alle ginocchia

Per me un ginocchio, due ginocchi : mi sbaglio ?

Adesso, la parte 2/3 della storia che sto scrivando. Spero che ho fatto meno errori. Se qualcuno può corregermi. grazie !!!


...
Spense legeramente la porta, cercò nel quasi buio, con la mano sinistra, l’interrutore. A pena lo sfiorò che sentì la sua voce. Era una voce grave con un tono secco. “Ti ho già detto di non accendere quando entri !”.

Fece sorpresa di sentire la sua voce, sopra tutto si chiesé come aveva potuto sentirla. Però, ci pensando, sapeva che da gli ultimi mesi che viveva nel buio, nella stanza, o nel appartamento quando lei non era, aveva migliorato il suo senso di ascolto.

- “Dove eri ?” lui chiesé in un modo nervoso.
Lei lui risposé gentilmente :
- “Tu lo sai benissimo dove ero. Ero a lavorare.” Elena lavorava nel ospidale della città come infermiera. Lavorava a turni, una settimana delle otto alle decisette un settimana, l’altra delle decisette all’uno e la terza dell’uno alle otto. Quando lavorava sul turno della notte, lavorava un ora di meno.
Lui, disse :
-“Non ti credo, non eri a lavorare, ho chiamato a l’ospidale e non ci eri !”.

Elena aveva gia ascolto centanaia di volte questo tipo di domanda. Sapeva già che era una sera a litigarsi, però tené il suo calmo e rispòse :
- “Non comincia per favore, sono stanco, ho lavorato tutta la sera e vorrei andare a letto. Puoi smettere questo giocco”.
- “Non è un giocco ! E smettero solo quando sarò la verità. Posso aspettare per saperla, ho tutto il mio tempo. Con chi eri ?”.

A questo punto, Elena non sapeva maì che cosa rispondere. Sapeva che era diventato gialoso dopo l’incidente, però che coas rispondere ? Se diceva che era sola, la discussione poteva durare ore e ore, e se diceva che era con qualcuno, sarebbe certenamente peggiore. Era veramente stanca questa sera. C’era avuto un incidente di treno nella sera e non aveva smesso di aiutare, curare e guarire. Poteva dirlui questo, però non era quello che voleva ascoltare e lo sapeva. Quindi lui rispòse un pò nervosa :
- “Smetti la, ero sola, ho lavorato e basta adesso, sono stanca, vorrei riposarmi.”

Henri l’ascoltò senza l’ascoltare. Si fregava delle sue riposte. Aveva deciso di sapere la verità e la sarrà qualche sia il costo. Faceva settimane che aveva preparato la sua strategia. Ogni volta che lei rientrava con un pò di ritardo, faceva questo tipo di domande. Ma, questa sera, voleva finirne e sapere tutto. Chiesé :
- “Con chi eri ?”
Lei lui rispòse :
- “smetti la, lo sai, ero a lavarore !”.
Con autorita, disse :
- “Perche allora non hai risposto al telefono quando ti ho chiamato ?”
Elena gridò :
- “Perche non hai chiamato, lo sai e lo so !”.

Henri non aveva proprio chiamato, faceva parte della sua strategia.
- “Quindi, non vuoi ammetere che non eri a lavorare ?”.
Elena cominciò a piangere, era stanchissima e non volova giocare questa sera. Era la sera di troppo. Era perseguitata da settimane e non la faceva più. L’attegiamento del suo marito aveva cambiato dopo l’incidente. Si era chiuso nel nuio, lasciando sol qualche candela accesa e sempre a pore le stesse domande. Era colpa sua, lo sapeva però anche questa notte là, era stanca e aveva bevuto un pò troppo. Il bicchiere che ti fa perdere le sensi e la tua mente. Aveva solo dormito !

Continua...
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Old 02-09-2005, 09:31 PM   #5 (permalink)
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ciao masremi,
ho usato il passato remoto perché mi sembrava indicato in un racconto, però può essere esposto anche al presente. Se lo preferisci possiamo cambiare i verbi.

Per quanto riguarda ginocchio: il plurale è sia i ginocchi (maschile) che le ginocchia (femminile) con la differenza che le ginocchia si usa quando sono considerate collettivamente, mentre al maschile se sono considerate in senso unitario.

Sto guardando anche il secondo pezzo, me ne sono accorta solo oggi che c'era, credo di riuscire a leggerlo per domani, ma c'è ben poco da correggere!

Ciao, Anna.

Last edited by kayenna; 02-09-2005 at 09:42 PM.
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Old 02-10-2005, 11:36 AM   #6 (permalink)
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Ciao,

Il passato remoto mi va bene. È il tempo che volevo usare, però mi sono sbagliato con il congiutivo. Di più è un tempo quasi mai usato a l'orale, è ancora meglio !

Se non, ti metto la parte 3/3 della storia, quando avrai il tempo potrai dare un occhiata.

Ti ringrazio. Rémi.



- “Quindi, non vuoi confessarti ?”.
- “Oh, dio ! Non so più che dirti, sono stanca. E basta di vivere senza luce, devi ricominciare a vivere, quello che è fatto, è fatto, non posso ritornare in dietro !”
Henri viveva nel buio dall’incidente, aveva cominciato a avere crisi di gialosa, però dopo questo evento, aveva ragione di pensarci. Al meno, lui ne era convinto.
Elena disse con una voce debolle “Ho fatto tutto il mio possibilie per perdonarmi, ti ho consolato, sono rimasto vicino a te, ti ho detto ogni giorno che ti amavo e che cambia niente quello che è successo, e lo sai, ti amo ancora.”
- “Balle, non mi ami più, hai un amante non potrai nasconderlo sempre, lo so perfatamente. Quando sarrò chi è, sarrà la fine del giocco !”. Elena rimasta sorpresa della sua agressivita. “Dai ti una calmata subito, stai perdando la tua mente !”.

Henri svoltò e riguardò nella sua direzione. Gridò tanto forte che poteva. “Se non lo dici subito, non so che ti faccio !”. Elena vide il rifletto di una lama di coltello, presé paura, era panicata, mai lui aveva parlatto in questo modo. Imrovisò e lui risposé “Si, ho un amante e lo vedo tutte le sere se vuoi sapere. Me ne vado raggiungerlo. Addio !”.
Si girò in fretta, corsì fino a l’ingresso, preso il suo soprabito e uscì. Scése le scale e si ritrovò nella strada. Era in lacrime, era spaventa ripensando al coltello. Se rése conto che era piedi nudi, si sedé sul marciapiede, piangiando e pensò da dove andare. Non aveva un amante, non sapeva dove passare la notte. Sapeva una cosa sola, non ritornera maì nel appartemento.

Henri non fece un movimento e pensò “lo sapevo, l’ho sempre saputo, non poteva rimanere con me dopo l’incidente, ma tradito !”. Avvicinò le sue mani del suo viso, il suo accendino in metallo brillò con il rifletto delle candele. Accesò una sigaretta, la fiamma fece comparire un viso diformato, pieno di cicatrici. Avevano avuto un incidente di macchina qualche mese fà, erano tutti i due un pò ubriachi, Elena guidava. Non si era accorto del stop. Henri attraversò il parabrezza con la forza del impatto e fecce sfigurato a vita. Non accendava più le luci dal questo giorno.

FINE.
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Old 02-11-2005, 05:59 PM   #7 (permalink)
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ecco la seconda parte del tuo racconto.
per quanto riguarda la traduzione di "un peu" è corretta la forma po' e non pò poichè è la forma contratta di "poco".


Chiuse leggermente la porta, cercò quasi nel buio, con la mano sinistra, l’interruttore. Appena lo sfiorò sentì la sua voce. Era una voce grave con un tono secco. “Ti ho già detto di non accendere quando entri !”.

Fu sorpresa di sentire la sua voce, soprattutto si chiese come aveva potuto sentirla. Però, pensandoci, sapeva che negli ultimi mesi da quando viveva al buio, nella stanza, o nell’appartamento quando lei non c’era, aveva migliorato il suo udito.

- “Dove eri ?” lui chiese in modo nervoso.
Lei gli rispose gentilmente :
- “Tu lo sai benissimo dove ero. Ero a lavorare.” Elena lavorava all’ospedale della città come infermiera. Lavorava a turni, una settimana dalle otto alle diciassette, l’altra dalle diciassette all’una e la terza dall’una alle otto. Quando lavorava nel turno della notte, lavorava un ora di meno.
Lui, disse :
-“Non ti credo, non eri a lavorare, ho chiamato all’ospedale e non c’eri !”.

Elena aveva già ascoltato centinaia di volte questo tipo di domanda. Sapeva già che quella sera avrebbero finito per litigare, però mantenne la calma e rispose :
- “Non cominciare per favore, sono stanca, ho lavorato tutta la sera e vorrei andare a letto. Puoi smettere questo gioco”.
- “Non è un gioco ! E smetterò solo quando saprò la verità. Posso aspettare per saperla, ho tutto il mio tempo. Con chi eri ?”.

A questo punto, Elena non sapeva mai che cosa rispondere. Sapeva che era diventato geloso dopo l’incidente, però che cosa rispondere ? Se diceva che era sola, la discussione poteva durare ore e ore, e se diceva che era con qualcuno, sarebbe certamente peggio. Era veramente stanca quella sera. C’era stato un incidente di treno nella sera e non aveva smesso di aiutare, curare e guarire. Poteva dirgli questo, però non era quello che voleva ascoltare e lo sapeva. Quindi gli rispose un po’ nervosa :
- “Smettila, ero sola, ho lavorato e basta adesso, sono stanca, vorrei riposarmi.”

Henri l’ascoltò senza ascoltarla. Se ne fregava delle sue riposte. Aveva deciso di sapere la verità e la saprà qualunque costo. Era da settimane che aveva preparato la sua strategia. Ogni volta che lei rientrava con un po’ di ritardo, faceva questo tipo di domande. Ma, questa sera, voleva finirla e sapere tutto. Chiese :
- “Con chi eri ?”
Lei gli rispose :
- “smettila, lo sai, ero a lavorare !”.
Con autorità, disse :
- “Perchè allora non hai risposto al telefono quando ti ho chiamato ?”
Elena gridò :
- “Perchè non hai chiamato, lo sai e lo so !”.

Henri non aveva proprio chiamato, faceva parte della sua strategia.
- “Quindi, non vuoi ammettere che non eri a lavorare ?”.
Elena cominciò a piangere, era stanchissima e non voleva giocare questa sera. Era la sera di troppo. Era perseguitata da settimane e non ce la faceva più. L’atteggiamento di suo marito era cambiato dopo l’incidente. Si era chiuso nel buio, lasciando solo qualche candela accesa e sempre a porre le stesse domande. Era colpa sua, lo sapeva però anche quella notte là, era stanca e aveva bevuto un po’ troppo. Il bicchiere che ti fa perdere le sensi e la mente. Aveva solo dormito !


... continua ...
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