Ecco mi,
Ora come sono una volta di più disoccupato, riprendo i miei corsi d'italiano !
O scritto un testo anzi un pensiero su un esperienza che forse avete già conoscituto.
Vi ringrazio in anticipo per la correzione, il testo è un pò longo, allora prendete vostro tempo per corrigerlo, non c'è emergenza.
A6
A6, Odio questo siglo, A6. L’ho visto troppo sulla mia strada questo siglo, mi sono stufatto di vederlo. Ma che cosa è ? chiedetevi. Sarebbe i coordonati dell’ultimo tiro nel gioco della bataglia navale ? Sarebbe il numero di riga della parola mancante nell’ultimo cruciverbi fato ? Sarebbe il numero della mia camera di hotel ? Non, niente affatto, è soltanto gli iniziali della peggiore strada mai presa di vita mia. A6 – Autostrada numero 6 – così, non vedete perche sarebbe la peggiore strada, un autostrada, in Francia, velocità e sicurizza. Non è la quantità di bucchi che mi spaventa, sarebbe mentire, anzi, l’asfalto è buono, la sicurezza è ottimale, pero l’odio communque questa A6.
Perchè allora l’odio chiedetevi ? Giacché la prendo tutti i giorni, da venti anni, mattinà e sera da Evry fino a Parigi, per andare lavorare. Avete già visto i cartellini su questa autostrada ? velocità limitata a 110 kilometri a l’ora. trenta kilometri a cento dieci kilometri a l’ora, metto venti minuti per andare lavorare, ottimo ... venti minuti ... un ora e mezzo piutosto, una media di venti kilometri a l’ora quando scorre bene. Capite adesso ? novanta minuti la mattina e lo stesso la sera. Ecco il tempo che metto per andare e ritornare del mio lavoro, un ora e mezzo, novanta minuti, cinque milla secondi. Mentre faccio il mio percorso matinale, si può giocare una partita di calcio, potrei guardare un film, e peggiore, sono morti di fame o di malattia mille otto cento personne in Africa. Ogni volta che vado lavorare, muorano mille otto cento bambini, donne, ragazzi, uomini di fame o di malattia.
Faccio la coda, sono in file, sempre per un ora e mezzo. Adesso conosco i punti di blocco i più importanti del trafico, ogni volta che passo un punto, spero che l’altro sara sbloccato, e no, faccio ancora e sempre la coda. Faccio la coda nella discesa di Longjumeau, poi, prima Massy in cui la strada fa solo due vie, dopo Massy per l’ingresso dell’ A10 sull’A6, a Antony con l’ingresso dell’A4, e per finire, la longa coda per entrare a Parigi, dieci kilometri per un giorno abituale. Come lo vedete, non sono i punti di blocco che mancano ! cinque milla secondi, ecco il mio tempo di percorso, chi fa meglio ?
La pazienza, c’e l’ho ancora, dopo venti anni. Quando mi trovo bloccato, mi metto dietro la macchina di davanti i seguo i suoi movimenti, sono diventato uno zombie, un robot, guido senza pensarci, autoguidato, pilotaggio automatico. Guardo lontano, e vedo questa nebbia, nebbia di un paese umido ? Forse. Nebbia dell’inquinamento, piu probabile. Non si sa più qual’è naturale e non è, soltando ascoltando le informazioni si può farsi un idea “Oggi picchio d’inquinamento nella regione parigina, la velocità è limitata a sessanta kilometri a l’ora per diminuire l’inquinamento”. Ecco come si sa quale tipo di nebbia è, quando è limitato a sessanta, è inquinamento se non, è solo mezzo inquinamento. Devo guidare a sessanta, come faccio ? Non supero le trenta. La prendo la multa perchè sono sulla terza via dell’autostrada e che vado a trenta quando la velocità minima è limitata a ottanta ? Ironia di questa autostrada.
Communque, devo confessare che per farci pazientare, lo stato ha fatto bene, non ha costruito un altra strada, non ci ha creato un servizio di mezzo di trasporto supplementare, no, costerebbe troppo ... lo stato ci informa ! Ogni due kilometri, ci sono cartellini che dicono quanto tempo per arrivare a Parigi. Super ! So che oggi mettero cinque minuti di più, sono contento di saperlo, paziento senza essere nervoso, sono informato dei cinque minuti di ritardo. Per distrarmi, ascolto la radio, almeno fa passare il tempo, e ogni quindici minuti, fanno un punto sul trafico. Ogni quindici minuti so che sono bloccato su questa maledetta autostrada. Sei volte la mattina sento alla radio come sono bloccato. Ringrazio la tecnologia, mi resta solo da chiamare il mio dottatore di lavoro per dirle che sarò una volta di più in ritardo.
E poi, come non mi basta, il week-end, voglio uscire, vado il sabato sera o la domenica a Parigi, dove sono tutti gli spettacoli, riprendo l’ A6, dicendomi che a questa ora dovrebbe scorrere bene. Spero sempre e poi, un incidente, dei lavori, un ritorno di week-end, c’è sempre qualcosa su questa maledetta strada. Non riesco a andare a parigi senza essere bloccato a un punto o l’altro, sempre fermato, le macchine dietro le altre, aspettando che si sblocca. Odio l’A6. Questi Inglese di Londra si rendono conto che noi, che vivamo a trenta kilometri di Parigi mettiamo più di tempo che loro venando di Londra ? L’ho sanno ? È la stessa cosa per loro ? Forse si, convienne di studiarlo, forse sarebbe più comodo che noi andiamo a Londra a lavorare e che loro lavorano qui a Parigi. Trovate normale che più si vive lontano, meno si mette per rendersi a un posto ?
Communque adesso, me ne frega più niente ! sono arrivato al momento in cui la vità ricomincia, sono arrivato all’età della saggezza, sono pronto ad affrontare nuove sfide, anzi a smettere di sfidarmi come l’ho fatto tutta la mia vita. È arrivato il momento della liberta individuale, il momento della serenita. Domani non prederò questa autostrada di malore. Non è perche domani siamo sabato e che non lavoro, no, domani è lunedi, il primo giorno della settimana lavorativa e sopra tutto il primo giorno della mia pensione. Domani provero la N7.