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Old 04-16-2008, 01:55 PM   #4 (permalink)
emeline_38
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Donne, se la laurea non basta

Dall'inizio del 2007, anno europeo delle pari opportunità per tutti, il dibattito sui temi dell'occupazione femminile e sulle sue potenzialità per la crescita economica si è rinvigorito.
Le misure concrete sono tuttavia ancora poche e timide, sacrificate ad altre priorità (si vedano gli interventi ventilati nella Finanziaria su detrazioni per madri lavoratrici e asili nido rimasti poi in lista d'attesa). Ma i ritardi italiani nell'occupazione femminile richiedono maggiori attenzioni, altrimenti rischiano di accentuarsi. Ricordiamo che secondo il "Global Gender Gap Report" del World Economic Forum per il 2007, l'Italia è scesa dal sessantasettesimo all'ottantaquattresimo posto, ultima in Europa e tra gli ultimi dei Paesi ad alto reddito. Gli elementi critici che determinano lo scarso punteggio italiano sono il basso tasso di occupazione femminile, le pochissime donne ai vertici, oltre a una limitata partecipazione femminile al potere politico. La retrocessione è dovuta non tanto a un abbassamento dell'indice italiano, rimasto pressoché costante, ma dall'avanzamento degli altri Paesi.
Una delle proposte più dibattute per intervenire a favore dell'occupazione femminile è quella della tassazione differenziata per genere, avanzata da Alberto Alesina e Andrea Ichino su questo giornale e ripresa sabato 19 gennaio. Michele Tiraboschi (22 gennaio) ha sottolineato che i problemi dell'occupazione femminile si inseriscono nel quadro più ampio delle difficoltà strutturali del mercato del lavoro italiano e richiedono interventi più comprensivi rispetto all'uso di incentivi fiscali, come proposto dai due economisti.
È nostra opinione che i nodi irrisolti sul gap tra uomini e donne siano molti. Iniziano a scuola, per accentuarsi al momento dell'accesso nel mercato del lavoro ed ingigantirsi nelle progressioni di carriera. ... Un cambio di direzione all'interno delle imprese deve quindi accompagnare gli incentivi alle donne a lavorare di più e il maggior coinvolgimento dei padri nella cura dei figli. È un cambio essenziale per poter trasformare il capitale umano femminile in produttività e crescita economica e per colmare il divario con gli altri Paesi europei.
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