Ciao masremi! In effetti hai ragione sul momento (anche se era il giorno prima delle elezioni :P), ma in realtà la parte che parlava esplicitamente di politica mi sembrava marginale, infatti avrei potuto trascurarla (l'ho tradotta solo per completezza dell'articolo) dato che riportava solamente delle affermazioni che si sono sentite su tutti i mezzi di comunicazione, quindi non è che fosse tutta questa novità.
In realtà a me interessava di più parlare del film, se qualcuno l'aveva visto, e della seconda parte dell'articolo cioè dell'università, dei suoi difetti... quello che io vedo dal'interno che corrisponde abbastanza a quanto affermato nell'articolo, anche se frequento una facoltà tecnico-scientifica, e vorrei anche aggiungere che l'università italiana ha anche dei pregi (perché altrimenti non ci sarebbe la "fuga di cervelli") solo che rischia di invecchiare (letteralmente riguardo all'età media dei docenti) se non dà possibilità ai meritevoli di fare carriera grazie alle loro capacità (non parlo di me, mi basterebbe trovare un lavoro dignitoso)...
In effetti il motivo era abbastanza personale, perché io alla fine del liceo avrei tanto voluto fare filosofia o lingue, ma poi mi resi conto che le ooportunità di lavoro sarebbero state scarse...Non per questo ho rinunciato alle mie passioni, anzi ho trovato anche nell'ingegneria dei motivi di riflessione, sia per un'atteggiamento mentale che per un metodo di analisi dei fatti (una ricerca di oggettività delle opinioni, di riscontro con la realtà, di progettazione) per non parlare della quantità di argomenti che mi spinge a sforzarmi di più.
Per quano riguarda i problemi del paese è vero che esiste l'abitudine di premiare le conoscenze rispetto alle capacità, ma nonostante tutto c'è l'aspirazione a qualcosa di meglio, anche riguardo alla vita politica (a quest'ora ho sentito notizie su partecipazioni oltre l'80% e di scelta di molti votanti di sostenere di più i partiti "grandi") c'è interesse e partecipazione da parte delle persone che in altri Paesi non vedo.
La mia speranza è che in futuro si riesca a risolvere almeno in parte questa "anomalia italiana", senza perdere però altri valori...anzi, magari cercarli un pò meglio questi valori, una cultura che smetta di essere elitaria e autoreferenziale, ma che aiuti a riscoprire le nostre radici, anche europee, che sono molto più multiculturali di quanto possa sembrare ad una prima occhiata (tanto per essere chiari: parlare di "popolo padano" secondo me è una bella assurdità! Rifarsi a culture preromane che si sono mescolate con decine di altri popoli, compresi spagnoli, francesi e austriaci...solo per citare i più recenti è a mio modo di vedere strumentale, mentre da sempre la nostra cultura si è arricchita attraverso la mescolanza di culture mediterranee e anche geograficamente l'Italia è un ponte verso l'Europa...Per non parlare di atteggiamento antieuropeista in una delle nazioni che ha fortemente voluto un'unione europea).
"La Scuola" in questo contesto deve essere il luogo di incontro perché già ora l'integrazione è una necessità, non una possibilità! Non possiamo pensare di dividere la società in compartimenti stagni già a partire dalle classi quando la stessa cultura o identità cristiana (tanto sbandierata da quasi tutti i movimenti politici) afferma che l'accoglienza dell'altro è parte integrante dei suoi valori ed aspirazioni, ed allo stesso modo è inconcepibile l'ingerenza di un'autorità non eletta dal popolo italiano in affari di politica interna...
Spero di aver spiegato il motivo di questa discussione...Per quanto riguarda il problema del precariato la questione è spinosa, ma forse è proprio il polverone che è stato alzato a confondere le idee, una soluzione che accontenti tutti ci può e ci deve essere, sta all'intelligenza dei diretti interessati capire quale scelta operare e trovare un compromesso che riporti nuova dinamicità alla nostra economia...sperando che da lì "ci si svegli un pò" anche nel resto

a presto, Digius